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Porsi le domande giuste nel momento giusto

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L'allungamento della speranza di vita è una buona notizia ma occorre attrezzarsi per affrontare questo cambiamento. Realizzare progetti personali e familiari che abbracciano un arco di vita sempre più ampio richiede di pianificare il proprio bilancio in modo attento e lungimirante. L’atteggiamento prevalente però è quello di trascurare le esigenze dell’età anziana, pensando che si tratta di un problema che riguarda il “domani”. Ma attenzione, se si rimanda troppo il rischio è di rendersi conto, magari in prossimità del pensionamento, che le somme su cui contare non sono sufficienti.

I lavoratori, in particolare più giovani, fin dall’inizio della carriera lavorativa, dovrebbero invece porsi alcune domande: a quanto ammonterà la mia pensione di base? La ritengo sufficiente, rispetto alle mie esigenze personali e familiari? Di quanto dovrei integrarla per raggiungere il livello di reddito che ritengo adeguato?

Fondamentale è avere un quadro chiaro della propria posizione previdenziale. Per i lavoratori iscritti all’Inps è possibile effettuare una stima della pensione di base, attraverso il servizio online denominato “La mia pensione”. In generale, è possibile rivolgersi al proprio ente di previdenza, ai patronati o alle organizzazioni sindacali.

A tutt’oggi, tale consapevolezza è ancora scarsa e questo spiega anche il limitato ricorso ai fondi pensione. Rispetto alla platea, infatti, sono ancora troppo pochi i lavoratori che ne conoscono il funzionamento, le agevolazioni e le finalità. Queste ultime, peraltro, ampliate dalle ultime disposizioni legislative nella direzione di una maggiore flessibilità, anche agevolando la transizione verso il pensionamento.

Scegliere il fondo pensione più adatto alle proprie esigenze non è complicato. L’iscrizione è volontaria. La prima cosa da fare è verificare se esiste un fondo pensione di riferimento, in virtù di un accordo collettivo, e l’eventuale possibilità di ottenere un contributo da parte del datore di lavoro. In tal caso si parla di adesione collettiva. È comunque sempre possibile per tutti aderire individualmente alla previdenza complementare.

Il secondo passo è decidere quanto versare. Per i lavoratori dipendenti il contributo minimo è stabilito dai contratti collettivi, che fissano pure quello del datore di lavoro. Si possono anche versare contributi più elevati e aggiungere il Tfr futuro, nella misura fissata dagli accordi, sempreché non lo si voglia lasciare in azienda o versarlo successivamente al fondo pensione. È da tenere presente che anche piccoli versamenti, se fatti fin dall’inizio della carriera, possono nel lungo periodo formare un capitale adeguato.

E inoltre: qual è la linea di investimento più “adatta” fra quelle offerte dal fondo pensione? Una linea a contenuto prevalentemente azionario o obbligazionario? Oppure una linea garantita? Per la scelta, un elemento importante è l’età: “ideale” è ridurre gradualmente l’esposizione al rischio (ossia meno azioni e più titoli obbligazionari) più ci si avvicina alla pensione, per salvaguardare l’investimento da possibili andamenti negativi dei mercati finanziari. E i costi? Occorre prestare particolare attenzione in quanto piccole differenze possono ridurre significativamente la rendita. Si stima infatti che pagando ogni anno l’1% in più di costo, per linee di investimento con caratteristiche simili, dopo 35 anni di adesione, si riceve una pensione più bassa del 16%.

Infine, è importante monitorare periodicamente il proprio piano previdenziale (e la complessiva situazione pensionistica) e verificare che le scelte fatte al momento dell’adesione siano ancora le migliori. Se così non fosse, è sempre possibile modificarle.

Per favorire scelte più consapevoli e rispondenti alle esigenze personali la Covip, l’Autorità che vigila sul sistema dei fondi pensione, ha previsto che siano messi a disposizione dei documenti che contengono le informazioni chiave per le decisioni, rappresentate in modo da rendere possibile il confronto fra opzioni previdenziali differenti, e una stima della pensione integrativa (“La mia pensione complementare”). Sui siti web dei fondi pensione è poi sempre possibile personalizzare le stime, ipotizzando percorsi di carriera, livelli di contribuzione differenti, ecc. Dallo scorso anno sul web della Covip è disponibile il Comparatore dei costi, un ulteriore strumento che consente il confronto dei costi tra tutte le forme pensionistiche.


Molto è stato dunque fatto per affiancare i cittadini nella costruzione di adeguati piani previdenziali ma occorre uno sforzo ulteriore e più ad ampio raggio per accrescere la consapevolezza circa la necessità di pianificare per tempo il risparmio per affrontare con maggiore serenità l’età anziana. L’avvio di una Strategia nazionale per l’educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale può essere un’occasione per colmare il divario. *Membro del Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria, in rappresentanza della Covip
Articolo aggiornato il 04 giugno 2019